Consapevolezza corporea in dog dance

La danza è un linguaggio espressivo universale che, per natura, appartiene a chiunque.

Il piacere di muoversi, di ballare, è un piacere primitivo presente nella cultura di ogni popolo in tutti i tempi: è l’espressione, attraverso movimenti del corpo organizzati in sequenze significanti, di esperienze che vanno oltre al potere delle parole e del mimo.

Si può considerare la danza come un modo di esistere, in quanto ben si collega alla religione, al lavoro, alla festa, all’amore ed anche alla morte. Gli uomini, infatti, hanno sempre danzato in tutti i momenti solenni della loro esistenza: la guerra e la pace, il matrimonio ed i funerali, la semina ed il raccolto.

Il termine stesso di danza, in tutte le lingue europe, “dance”,” danse”, “tanz”, deriva dalla radice “tan” che in sanscrito significa “tensione”.

Danzare significa, anzitutto, stabilire un rapporto attivo tra l’uomo e la natura, è realizzazione della comunità viva degli uomini. La danza è, quindi, tutt’ oggi, un mezzo per conoscere e dar voce al corpo, per riconoscere ed esprimere emozioni, per favorire la comunicazione e la creatività.

Oltre che un insieme di esecuzione di passi tecnici ed abilità fisiche, questa secolare forma d’ arte favorisce anche il benessere della persona nella sua globalità ed è considerata un prezioso strumento educativo e formativo.

Un buon ballerino porta sicuramente con sé tutto il bagaglio di conoscenze tecniche apprese negli anni fin da bambino, ma deve anche essere dotato di grande consapevolezza corporea che lo aiuta a fare del proprio corpo il migliore mezzo di espressione.

Proprio per questo è indispensabile approfondire concetti quali:

  • la consapevolezza corporea intesa come fisicità, quindi la consapevolezza della propria forza, ovvero saper emettere la giusta energia al momento giusto durante la coreografia,
  • la gestione del proprio peso del corpo sul proprio asse,
  • la conoscenza della struttura scheletrica e muscolatura, degli organi, dei sistemi, dei sensi e        dell’importanza della memoria muscolare.

E’importante sviluppare la coordinazione motoria, grazie alla quale potremo ottenere una buona armonia dei movimenti e la loro giusta dinamica che ci porteranno ad avere una totale padronanza dei movimenti stessi.

La consapevolezza corporea implica anche una solida percezione del campo visivo, quindi delle dinamiche spaziali.  Sapersi muovere nello spazio in modo sicuro ed aver consolidato una forte e sicura consapevolezza del proprio spazio corporeo, aiuterà sicuramente ad avere una migliore interazione con il corpo degli altri, siano gli altri elementi singoli o gruppo, oppure, nel nostro caso riferito alla dog dance,          l’ interazione con il cane.

Il poter avere una forte e consolidata consapevolezza corporea ci aiuterà anche a migliorare la qualità della nostra espressività durante la performance; qualità che, nella dog dance, è ancora più difficile da mostrare e mantenere in quanto è necessario, nel frattempo, anche richiedere dei comportamenti al cane.

Tuttavia, se c’è sicurezza nelle proprie capacità, tutto questo risulterà molto più fluido e naturale, e la performance avrà il valore aggiunto dell’espressività e della capacità di comunicare non solo con il proprio cane, ma anche con lo stesso pubblico che vi sta guardando.

Ogni tipo di danza implica partecipazione: anche quando è puro spettacolo, non la si segue solo con gli occhi ma anche con i movimenti quanto meno accennati del corpo.

Mi piace credere che la danza, in qualche modo, crei un sesto senso: quello con cui noi abbiamo coscienza della posizione e della tensione dei muscoli. Questo sesto senso stabilisce il contatto immediato tra chi danza e chi partecipa.

La danza ci mostra che il fisico e lo spirituale non sono due campi separati, ma due aspetti della stessa realtà; la danza ci rivela che l’arte è il cammino più corto tra un uomo e l’altro, perché non comporta la mediazione astratta impersonale del concetto e della parola.

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