I denti del cane

Da un punto di vista funzionale i denti del cane costituiscono “gli organi passivi della masticazione e servono per stritolare le sostanze alimentari solide. Infissi nelle mascelle ed allineati l’uno accanto all’altro, formano due arcate paraboliche aperte all’indietro” (Solaro)

Il cane è un mammifero “difiodonte” cioè, come per la maggior parte dei mammiferi, ha due dentizioni successive, una da latte e l’altra definitiva. I cuccioli, infatti, nascono privi di denti ed è solamente intorno al 21 giorno di vita che iniziano a spuntare i denti da latte. La sostituzione dei denti da latte con i permanenti inizia verso i 4 mesi di età.

Vengono definiti “monofisari” quei denti che non hanno predecessori decidui ed il cui sviluppo prevede direttamente la formazione di un dente definitivo (o permanente), come, ad esempio, i molari posteriori.

La formula dentaria consente di definire velocemente il numero di denti per ciascun lato della mascella.

Formula dentaria decidua (28 denti)

Incisivi 3+3

3+3

Canini 1+1

1+1

Premolari 3+3

3+3

Formula dentaria permanente:(42 denti)

Incisivi 3+3

3+3

Canini 1+1

1+1

Premolari 4+4

4+4

Molari 2+2

3+3

Gli incisivi sono in numero di 6 per ciascuna mascella, si studiano in coppia ed ogni coppia assume un particolare nome che la diversifica dalle altre (Bonetti – Zoognostica del cane)

Essi vengono così chiamati:

  • Picozzi, ad indicare i due incisivi della coppia centrale
  • Mediani, ad indicare i due incisivi che si trovano ai lati dei 2 picozzi (uno a destra e uno a sinistra)
  • Cantoni, ad indicare i due incisivi più esterni

I canini sono in numero di due per arcata dentaria.

I denti premolari sono in numero di 8 sia nell’arcata superiore che in quella inferiore e si indicano con la lettera P, rispettivamente P1, P2, P3, P4, intendendo per P1 il premolare più piccolo ,quello più vicino al canino. Il P1 è l’unico premolare monofisario perché, a differenza degli altri, non viene mai sostituito. Il P4 è il premolare più grande.

I molari sono in numero di quattro nell’arcata superiore e sei nell’arcata inferiore e si indicano con la lettera M.

Immagini tratte da F. Bonetti – Zoognostica del cane
Immagini tratte da F. Bonetti – Zoognostica del cane

Il numero totale dei denti può variare in eccesso (polidonzia), o in difetto (oligodonzia).

Il diverso comportamento in lunghezza del mascellare superiore ed inferiore fra loro, porta a 3 diversi risultati:

  • ORTOGNATISMO, quando mandibola e mascella sono di pari lunghezza. In questo caso, valutando la chiusura dentale si realizza una chiusura cosiddetta “a forbice” quando la faccia interna degli incisivi dell’arcata superiore tocca la faccia esterna degli incisivi inferiori, oppure “a tenaglia”, quando gli incisivi dell’arcata superiore poggiano con il loro fior di giglio sul fior di giglio degli incisivi dell’arcata inferiore. Gli standard di razza definiscono il tipo di chiusura ammessa.
  • PROGNATISMO, quando la lunghezza della mandibola supera quella della mascella. Per alcune razze il prognatismo è richiesto dallo standard (es boxer, bulldog inglese)
  • ENOGNATISMO, quando la lunghezza della mascella supera quella della mandibola. Questo è sempre un difetto di grave portata. Mentre, infatti, esistono razze canine per le quali è previsto il prognatismo come caratteristica, l’enognatismo rappresenta un difetto sempre da squalifica in quanto il discontinuo contenimento della lingua causato dall’accorciamento della mandibola provoca difficoltà nella prensione e masticazione degli alimenti.
Figura tratta dal testo di F. Bonetti – Zoognostica del cane

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